6,5 secondi.

6,5 secondi sono pochi.
Ma sufficienti per stupirsi, arrabbiarsi, innamorarsi, annoiarsi.
Per ricordare o per dimenticare. Tutto dipende
da come usiamo quegli irripetibili 6,5 secondi
che un individuo è mediamente disposto
a dedicarci. Se gli diciamo quello che conta per
lui, invece di quello che conta per noi, avremo
la sua attenzione per molto, molto tempo.

Dalla homepage della Draftfcb, il manifesto semplice, secco e bellissimo di quello che importa in comunicazione. Almeno in quei pochissimi istanti di attenzione che bisogna riuscire a conquistarsi.